Capitale umano e innovazione al centro dei 65 anni di Apofruit

Ricerca, tecnologia e cooperazione senza mai sostituire il valore del capitale umano: i temi dell’evento celebrativo di Cesena, che ha ripercorso il passato rilanciando la nuova visione strategica della cooperativa

Cesena, 4 maggio 2025. Con un partecipatissimo evento a Cesena, dove tutto è iniziato, Apofruit Italia ha celebrato assieme a soci, dipendenti e istituzioni i suoi primi 65 anni di attività.

L’evento, condotto Tessa Gelisio, ha visto tra gli altri la presenza, oltre che di tutti i vertici della cooperativa, del presidente della Regione Michele De Pascale, del sindaco di Cesena Enzo Lattuca, di Paolo Lucchi presidente di Legacoop Romagna e del professore Luigi Manfrini, docente di Unibo. Non è mancato anche un apprezzato momento di divertimento per tutti, con la performance del comico romagnolo Paolo Cevoli.

Il presidente di Apofruit Italia, Mirco Zanotti, nel suo intervento ha rievocato le tappe fondamentali della storia di Apofruit, dalla fondazione della Cof (Cooperativa Ortofrutticoltori) alla nascita di Apofruit nel 1991, fino alle successive integrazioni che hanno portato alla realtà attuale. Zanotti ha sottolineato con orgoglio la crescita della cooperativa, che oggi vanta numeri di rilievo: “Siamo 2.750 soci in tutta Italia, con 1,5 milioni di quintali di potenziale produttivo, 9.500 ettari coltivati, 245 milioni di euro di valore medio della produzione, 2.000 lavoratori stagionali e 250 dipendenti fissi, per un patrimonio netto di 107 milioni di euro”. Oltre ai numeri, Zanotti ha posto l’accento sui valori che guidano l’azione di Apofruit: “la forza della cooperazione, la fiducia, l’ascolto, il confronto e il radicamento nel territorio”. Un dato significativo è pure il rinnovamento della compagine sociale, con “oltre la metà dei nostri soci” entrata da meno di dieci anni e una percentuale di giovani soci (under 40) superiore alla media nazionale. Zanotti ha poi concluso con un sentito ringraziamento a tutti coloro che fanno parte della famiglia Apofruit.

A testimoniare il ruolo strategico di Apofruit nel sistema economico locale e nazionale, sono stati anche gli interventi istituzionali. Il presidente della Regione Michele De Pascale e il sindaco di Cesena Enzo Lattuca hanno espresso riflessioni convergenti sul significato profondo della cooperazione come motore di sviluppo e inclusione. Entrambi hanno evidenziato come Apofruit sia non solo un’eccellenza produttiva, ma anche un riferimento per il tessuto sociale del territorio, capace di coniugare innovazione e solidarietà.

Il direttore generale di Apofruit Italia, Ernesto Fornari, ha incentrato il suo intervento sulle direttrici strategiche dell’operato della cooperativa. Anche attraverso un percorso iconografico, Fornari ha evidenziato il ruolo sempre più crescente della ricerca e della tecnologia, che hanno affiancato il lavoro umano, “senza mai sostituirne il valore”. Il direttore generale ha ripercorso anche le diverse fasi di questa evoluzione, dall’iniziale centralità della manodopera all’introduzione di sistemi di calibrazione meccanica ed elettronica, fino all’impiego di macchine intelligenti dotate di telecamere per la selezione qualitativa dei prodotti. “Oggi – ha rilevato Fornari – possiamo contare su macchine sempre più perfezionate e intelligenti. Ma tutto questo sviluppo tecnologico non avrebbe mai avuto senso senza le persone. L’innovazione non può prescindere dal capitale umano, che rimane centrale e insostituibile”. Ancora Fornari ha elencato i pilastri fondamentali della visione di Apofruit: “Parità di genere, Formazione, Prevenzione degli infortuni, Rinnovi contrattuali”, sottolineando che “questi elementi non sono accessori, ma parte integrante del nostro modello di sviluppo”. Inoltre, il direttore generale di Apofruit Italia ha evidenziato: “Il secondo grande pilastro della nostra attività riguarda l’approccio al mercato, che si può sintetizzare in un principio tanto semplice quanto potente: buono e produttivo. Buono, perché proponiamo prodotti di qualità in grado di soddisfare i consumatori e di valorizzare concretamente il lavoro dei nostri soci. Produttivo, perché le scelte che facciamo devono parlare al mercato, devono raccontare la solidità, la coerenza e la visione della nostra cooperativa. Ogni traguardo che raggiungiamo è il risultato di un lavoro di squadra, di una visione condivisa, di una cooperazione reale e vissuta. In Apofruit crediamo nella forza del gruppo, nella coesione tra persone, nella fiducia tra soci, dipendenti e stakeholder. Solo così possiamo continuare a crescere, insieme”.

Nel corso della mattinata, spazio anche a significativi momenti di riconoscimento e condivisione. Sono stati premiati i soci più giovani – Manuel Domeniconi e Federica Mariani – e i più anziani – Maria Antonietta Menghi e Derno Placucci – a testimonianza del legame intergenerazionale che anima la cooperativa. Un riconoscimento speciale è andato inoltre ad alcuni ex dirigenti che hanno segnato la storia di Apofruit: Enzo Treossi, Renzo Piraccini, Giancarlo Battistini, Walter Bucella, Renzo Malatesta e Piero Turroni.

Commosso e partecipato anche il ricordo di Romeo Lombardi, storico amministratore delegato e figura chiave nella nascita e nello sviluppo di Apofruit, cui è stato tributato un omaggio per il contributo determinante al cammino della cooperativa.

Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, ha portato il suo saluto alla cooperativa, definendo Apofruit “uno dei simboli della migliore cooperazione romagnola e nazionale”. «Apofruit – ha detto Lucchi – è uno dei simboli della migliore cooperazione romagnola e nazionale. In questi primi 65 anni ha saputo sempre integrare al meglio i forti valori di comunità che ci caratterizzano, con una capacità di innovazione varietale e tecnologica, indispensabile per reggere al meglio le sfide di un mondo complesso come quello agricolo. Oggi ha di fronte a sé nuove sfide, ma noi siamo certi che a questi primi 65 anni di cambiamenti e di successi, i soci e il gruppo dirigente di Apofruit sapranno farne seguire altrettanti di soddisfazioni cooperative e di comunità».

“È per me un onore – ha poi affermato il prof. Luigi Manfrini, professore associato al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari di Unibo – poter condividere questo momento con Apofruit, una realtà che ha segnato il mio percorso professionale. Ho avuto modo di collaborare a stretto contatto con questa cooperativa, apprezzandone non solo la capacità di innovare, ma anche il valore umano e la profonda passione per la frutticoltura. In questi anni, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con le sfide del settore, dai cambiamenti climatici alle dinamiche del mercato globale, e di comprendere l’importanza della cooperazione e dell’innovazione per costruire un futuro sostenibile per la frutticoltura. Ringrazio Apofruit per il contributo che ha dato al settore e alla mia crescita professionale, e auguro a questa grande cooperativa altri 65 anni di successi”.

Le celebrazioni del 65° anniversario di Apofruit si sono concluse con un rinnovato slancio verso il futuro, nel segno di un impegno costante verso l’innovazione e la valorizzazione dei diversi territori.